Credo che dovremmo smetterla di considerare la tv (mezzo obsoleto) come una vera fonte di cultura, perché non lo è mai stata – e chi mi tira fuori il maestro che insegnava l’italiano mi fa ridere, è proprio l’esempio di scuola che non vuol dire un cazzo. Oggi, miei cari italiani, con 30 euro al mese, potete avere Sky, con delle meraviglie, dei programmi, dei documentari, e dei telefilm pazzeschi, mai visti prima. Con internet potete leggere tutti i giornali del mondo, e con le web radio sentire tutta la musica del mondo, altro che Top of the Pops e il Festival di Sanremo. E’ una cazzata dare un ruolo così importante alla tv, abbiamo risorse e pubblicità infinite e accanirsi sulle minchiate di Mediaset, come motivo per mobilitarci contro la carenza di cultura, è da poveracci che non hanno molto da dire. Io non guardo Mediaset, per scelta, da oltre un anno. Certo, il mio discorso è ovvio, banale, me ne rendo conto; ma non vorrei che stessimo tutti sbagliando obiettivo infierendo sulla tv come simbolo di decadenza. La tv, in fondo, è sempre stata una fregnaccia e per tale va presa. La cultura si fa sui libri, al cinema, a teatro, su internet, a scuola, con gli amici, sui giornali e poi, da ultimo, in tv. Sembra invece che la scala qui sia sempre ribaltata. Sky è una ficata pazzesca, e non mi dite che costa troppo perché quelli che mi dicono che Sky costa troppo vanno «a magna’ ‘r pesce a Fiumicino, spendendo 60 euri a cranio pe’ fa i fichi co’ la pischella». Quindi si mangiassero una pizza con le alici e si vedessero delle serie tv che sono dirette e scritte meglio di tutti i film italiani degli anni 80. Ora smetto di pontificare/delirare, ché mi faccio già noia e mi metto a lavorare che qui c’è un sacco di cultura da produrre.